IOArch e Calchèra San Giorgio

I materiali Calchèra San Giorgio nella rivista che promuove la cultura per l'Architettura

BIO ARCHITETTURA

Nuove tecnologie si affiancano alla riscoperta di tecniche e materiali tradizionali

a cura di Carlo Ezechieli

IOArch N.94 | Luglio 2021

Nel corso degli ultimi anni i temi che riguardano l’ambiente hanno assunto per l’architettura un ruolo centrale, sviluppandosi secondo diversi filoni di pensiero, da quelli più specificamente indirizzati all’alta tecnologia, a quelli rivolti ad un approccio olistico ed ecologicamente coerente nei confronti dell’ambiente. Il termine bioarchitettura, pur caratterizzato da declinazioni metodologiche e operative alquanto eterogenee, si inquadra nell’ambito di questa seconda corrente. Indica un approccio orientato verso il progetto di edifici a basso consumo, costruiti con materiali a ridotto contenuto di artificialità, poco esigenti in termini di energia necessaria per la loro produzione, privi di composti di sintesi. […]

Leggi tutto l'articolo




PATRIMONIO STORICO E BENE PUBBLICO

Villa Contarini, Piazzola sul Brenta

IOArch N.92 | Marzo 2021

Il progetto è di Andrea Palladio ma la costruzione iniziò più di un secolo dopo, nel 1662, e nel 1676 venne avviato un progetto di ampliamento e abbellimento rimasto incompleto. Ciò nonostante la villa rimane una delle più imponenti della riviera del Brenta, con una facciata lunga complessivamente 180 metri. Cambi di proprietà, funzioni e gusti estetici furono motivo nei secoli di interventi diversi, inclusi quelli operati nella seconda metà del Novecento all’ultimo proprietario. Nel 2005 la villa fu acquistata da Regione Veneto per essere destinata a funzioni culturali, espositive e didattiche. Nel contempo la Regione deliberava interventi di restauro ormai urgenti, sia per quanto riguardava le coperture sia sulle facciate. […]

Leggi tutto l'articolo



LA CULTURA COME MOTORE PER LA CITTÀ

Museo Bailo, Treviso

IOArch |settembre 2018

Inaugurato il 20 ottobre 2015, il Museo Bailo è stato restituito alla città di Treviso con l'intento di superare la logica del tradizionale museo e farne un vero e proprio centro culturale. Il complesso destinato a ospitare la collezione di arte moderna della città occupa la sede di un convento risalente a XIV secolo ricostruito alla fine del XVI, raddoppiato con un secondo chiostro nel 1856, l'edificio diventa museo nel 1889. Nel 1944 un pesante bombardamento ne distrugge la facciata e parte del chiostro sud, ricostruiti nel 1952. Chiuso nel 2000, nel 2010 diventa oggetto di un concorso di restauro e riallestimento bandito da Comune e finanziato con fondi europei. Vinto dallo Studiomas di Marco Rapposelli insieme all'architetto Heinz Tesar, il progetto ha consentito un rinnovo parziale del museo riguardante il chiostro cinquecentesco affacciato su Borgo Cavour e le sale prospicienti. Una seconda fase del restauro è stata avviata concretamente con l'intervento di Arper, eccellenza del settore dell'arredo con sede nel territorio trevigiano che sostiene da tempo importanti iniziative culturali. [...]