La sagramatura è una tecnica di finitura muraria tradizionale, perfetta per donare nuova vita e protezione alle superfici esterne degli edifici storici. Questo metodo affonda le radici in secoli di esperienza artigiana e oggi grazie al suo fascino continua ad incantare. Ma cosa rende la sagramatura così speciale? Si tratta di un sottile strato di malta, composto principalmente da calce e sabbia; tradizionalmente con cocciopesto che le dona il classico colore rosato-aranciato, può avere anche diverse tonalità a seconda della tipologia di aggregati che la compongono.
Oltre a esaltare l’estetica delle murature faccia a vista, la sagramatura svolge un ruolo fondamentale nella preservazione degli edifici. Grazie alla sua traspirabilità, permette alla muratura di “respirare”, mentre la protegge dagli agenti atmosferici, mantenendo intatta l’architettura nel tempo.
Scegliere la sagramatura significa rispettare la tradizione e valorizzare la storia.
Cos’è la sagramatura?
La sagramatura è una tecnica di stesura di finitura applicata direttamente su murature in mattoni faccia a vista. Quella storica prevedeva l’applicazione di grassello di calce attraverso l’utilizzo di un mattone stracotto procedendo mediante “levigatura” della superficie muraria sottostante, costituita da mattoni rotati (resi lisci meccanicamente). Spesso però, essendo che non tutti avevano a disposizione cortine murarie con mattoni nuovi preparati in fornace per questa sofisticata pratica, rabboccavano il muro con una malta di cocciopesto e la frattonavano; la superficie veniva lasciata asciugare e poi abbondantemente ribagnata. Su di essa veniva applicato uno strato di malta più sottile di un intonaco ma leggermente più spessa di una sagramatura originaria. La malta usata veniva ‘preconfezionata’ con calce di fossa ben stagionata e polvere di cocciopesto. Quando il tonachino era ben fermo e non ancora asciutto, veniva energicamente lisciato col taglio rovescio della cazzuola sino a ridurlo a perfetta levigatezza. Questo permetteva di “nascondere il disegno nitido della trama dei mattoni, cosicché la superficie appare continua come una unitaria campitura rosata”. Ad oggi la sagramatura storica può essere riprodotta mediante l’utilizzo di un tonachino applicato a pennello su murature in mattoni faccia a vista e poi lavorato per un effetto finale frattazzato o lisciato, lasciando intravedere l’apparecchiatura muraria sottostante.
In cosa consiste?
La sagramatura storica consiste nella levigatura della superficie muraria in modo da creare un sottilissimo tonachino a copertura dei mattoni faccia a vista. L’effetto finale è la formazione di uno strato coprente, color del cocciopesto; quando la parete sagramata è umida o bagnata, si intravede la trama della muratura sottostante con esiti estetici straordinari. Sull’applicazione della sagramatura non c’è tuttavia una tecnica comune. La più praticata sembra, però, quella descritta nei manuali dell’Ottocento: “Nelle fabbriche che di continuo sono esposte alle intemperie delle stagioni e all’eccessivo caldo o freddo, la miglior pratica che si possa usare per l’intonaco, è la così detta ‘sagramatura’, ma questa non si può diligentemente eseguire che nei muri costruiti con nuovi mattoni”.
Come voleva Leon Battista Alberti, dopo aver eretto il muro con mattoni ‘ripressati’ o ‘rotati’ fatti cuocere espressamente, alla superficie si applicava “fior di calce mescolato con polvere di mattoni ben fina”, poi, con forza, la superficie veniva sfregata con un mattone, mantenendo il muro sempre ben bagnato, per ben rimescolare la maltina e costiparla nelle porosità del muro. Oggi, pur essendo ancora possibili le tecniche tradizionali, si tende spesso a preferire soluzioni più moderne e funzionali, capaci comunque di riprodurre l’effetto estetico tipico della sagramatura storica. Viene utilizzato un tonachino applicato a pennello sulla superficie in mattoni faccia a vista ben bagnata. La finitura viene poi lavorata a frattazzo o lisciata, lasciando intravedere l’orditura della muratura sottostante per un risultato estetico paragonabile a quella storica.
Quali materiali si usano?
Per la realizzazione della sagramatura storica, veniva utilizzata una tecnica specifica che prevedeva la stesura del grassello di calce mediante un mattone stracotto. La combinazione di questi elementi creava una finitura esteticamente gradevole e molto duratura nel tempo, conferendo agli edifici un aspetto uniforme e raffinato, ma allo stesso tempo naturale e legato alla tradizione.
Oggi, sebbene sia ancora possibile adottare queste tecniche tradizionali, in molti casi si preferiscono soluzioni più moderne e pratiche, che riescono comunque a riprodurre l’effetto estetico della sagramatura storica. Il materiale che viene più comunemente utilizzato è il tonachino, una malta fine composta principalmente da calce e inerti, che viene applicato a pennello sulla superficie da trattare. Dopo l’applicazione, il tonachino può essere frattazzato o lisciato per ottenere l’effetto desiderato, che può variare da una finitura più grezza e rustica a una più levigata e uniforme.
Un elemento fondamentale per ottenere un risultato autentico, simile a quello della sagramatura storica, è la preparazione della superficie sottostante. È infatti essenziale che questa sia in mattoni faccia a vista, la cui orditura poi si intravede leggermente attraverso lo strato sottile di calce, esaltandone l’aspetto tradizionale.
Costo della sagramatura
Il costo della sagramatura può variare in base a diversi fattori, tra cui la qualità dei materiali, la complessità del lavoro, l’area geografica e lo stato del supporto murario. In generale, il prezzo si aggira intorno a 18-30 euro al metro quadrato, comprendendo sia i materiali che la manodopera.
Interventi su edifici storici o con superfici particolarmente deteriorate possono far aumentare il costo, specialmente se è necessaria una preparazione aggiuntiva del supporto.
Immagini di alcuni lavori effettuati
Dettaglio Sagramatura Cocciopesto

Sagramatura Bianca espressamente formulata applicati in ambienti interni

Sagramatura Cocciopesto poi rifinita con tinteggio
